Il tempo della visualizzazione e dell'immagine predilige paradossalmente un testimone bendato, un signore dell'ombra, che evoca fatti dimenticati o nascosti nella memoria collettiva. Le sue incursioni nel fantastico sono pretesti allegorici per argomentare sui fondamenti del pensiero e della previsione. Le sue epopee mentali tendono a coincidere con il quotidiano. E i suoi interessi si saldono con quelli piú diffusi anche se non sempre evidenti. La scrittura di Jorge Luis Borges é fatta di immedesimazioni sensoree: é quasi abrasiva rispetto al referente apparentemente anomico sul quale si esercita. I luoghi lontani e immediati, la carica esplicativa delle sue iperboli concettuali facilitano l'acquisizione di dati sulla realtá altrimenti imponderabili. La fortuna di Borges é costituita dal solvente espressivo con il quale influenza la fantasia del lettore senza distorglierlo dall'impresa, dall'azione, che é chiamato a svolgere dal suo empito creativo. É uno scrittore tellurico, gravato dalle ricercatezze proprie dell'affabulazione. Il lettore si lascia coinvolgere da quell'universo di suoni e significati che assumono le parole nell'economia del racconto borgesiano. Il protagonista e il lettore dell'immaginario borgesiano s'alleano in una ambiguitá temporale e spaziale. L'influenza di Borges nella letteratura contemporanea é confermata dalla diffusione della sua opera, apparentemente priva di predittivitá e tutta rivolta a scandagliare il passato o a premunire dal presente. L'intesa fra lettore (reale o potenziale) di Borges e la sua opera é scontata: Borges é accettato come espressione di un'epoca indipendentemente dalla effettiva disposizione del lettore a influenzare lo scrittore o a farsi influenzare dallo stesso. Borges é riconosciuto come scrittore anche da quanti non ne hanno letto fin in fondo le opere. In questo senso egli costituisce una testimonianza. Egli é presente - come pochi scrittori del nostro tempo - fisicamente fra le figure-ricordo di masse di uomini e donne sempre meno propensi ad accreditare al libro una persistenza e un 'insostituibilitá. Borges, invece, é convinto che il libro-testimonianza sia connaturato all'uomo, che l'uomo non sia capace di fare a meno della sua stessa testimonianza e che, sotto varie forme, il libro sia destinato a salvarsi.
Riccardo Campa é professore ordinario di storia delle dottrine politiche nell'Universitá di Napoli e presidente del Comitato internazionale di studi sulla societá contemporanea. Fra i suoi ultimi lavori si ricordano: Las nuevas herejias (Madrid 1980), Il tempo e l'immagine (Roma 1984), Vaghe eufonie (Roma 1984), Reform and Revolution: Bolivar and Martí (London 1985).